Celiachia: intolleranza grave al glutine

L’intolleranza al glutine, proteina contenuta in molti cereali, e la conseguente infiammazione cronica, è un problema sempre più sentito.

La dottoressa Chiara Scattolini →, gastroenterologo, ci aiuta a fare un po’ di chiarezza su questa patologia che condiziona così tanto le persone che ne soffrono.

 

D: Quali sono i sintomi tipici di questa patologia?

R: La celiachia può avere manifestazioni più tipiche quali la diarrea, il meteorismo o i dolori addominali, come altre più sfuggenti quali l’astenia, il calo di peso, la comparsa di dermatiti o, in assenza di sintomi, il riscontro di anemia.

 

D: Si manifesta all’improvviso o ci sono dei primi segnali che possono aiutare una diagnosi precoce?

R: La celiachia non è una malattia acuta, tuttavia talvolta può presentarsi in modo molto subdolo ed essere ignorata a lungo, dando poi segno di sé in modo relativamente improvviso, con la comparsa di sintomi più importanti. 
Sicuramente, va esclusa ogni qualvolta si presentino i sintomi o i segni detti precedentemente ed in caso di asintomaticità ma con familiare affetto dalla malattia.

 

D: Come viene seguito e curato il paziente con questa malattia e in particolare quali sono le terapie possibili?

R: Il paziente, alla diagnosi, va posto immediatamente a dieta aglutinata (senza glutine). Questo vale per i sintomatici, che trarranno beneficio a breve, ma anche per coloro che lo scoprono in assenza di sintomi eclatanti.
La terapia è sostanzialmente la dieta; si possono somministrare degli integratori (ferro, vitamina B12, volati o vitamina D), talvolta per via intramuscolare o endovenosa, se il caso lo richiede ed il paziente è ancora in fase di malassorbimento.
Nei casi (molto rari) di celiachia refrattaria, ovvero non responsiva alla dieta, si può arrivare ad introdurre farmaci cortisonici o immunosoppressori, al fine di evitarne l’evoluzione in Linfoma.

 

D: Quali sono le complicanze e come prevenirle?

R: Le complicanze più comuni sono legate al non buon assorbimento di ferro e vitamine, pertanto anemia, osteoporosi, deficit di vit. B12 . Queste si prevengono con integratori, sperando che la dieta riporti i villi intestinali alla normalità e, quindi, ad un assorbimento autonomo.

 

 

 

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iDottoressa Chiara Scattolini, gastroenterologo, gastroenterologa, Verona, gastroenterologo donna per donne e per uomni