Scegliere il solare più adatto al proprio tipo di pelle è il primo passo per una pelle abbronzata e sana. Ma le creme solari non sono tutte uguali. Quali fattori bisogna tenere in considerazione per fare una scelta oculata? Come giudicare la qualità dei solari in commercio? Cosa si rischia utilizzando prodotti scadenti o inadatti alla propria pelle?

Innanzitutto va considerato il fototipo ovvero il colore di cute e capelli: più la pelle è chiara più deve essere protetta adeguatamente.

Un fototipo molto chiaro si abbronza con difficoltà e al primo sole è molto probabile che sviluppi eritemi. Per questo è fondamentale preparare la pelle già 1-2 mesi prima con integratori appositi che abbassano la soglia di reattività cutanea e proteggono il DNA dai danni delle radiazioni solari. Bambini e anziani necessitano di particolari accortezze e prodotti specifici con elevati fattori di protezione.

Cosa significano le scritte SPF e PAO che si trovano sulle confezioni dei solari?

SPF sta per fattore di protezione solare e fornisce un’indicazione numerica della capacità del prodotto di schermare i raggi ultravioletti. Si raccomanda un spf non inferiore a 30.
Un SPF 50+ è necessario per i primi giorni di esposizione solare, per i fototipi chiari, per persone con numerosi nei, affette da particolari patologie o che assumono alcune categorie di farmaci.

L’indice PAO indica il periodo dopo l’apertura entro il quale il solare aperto può essere utilizzato in totale sicurezza (es. “6M”= 6 mesi). Al termine di tale periodo il prodotto deve essere sostituito. Va inoltre ricordato che la non corretta chiusura del flacone, la prolungata esposizione ad alte temperature e l’infiltrazione di sabbia possono modificare l’efficacia della protezione solare.

 

I filtri solari

Quelli che troviamo all’interno dei solari si dividono in due categorie: filtri chimici e filtri fisici.

I filtri chimici sono molecole in grado di assorbire parte dell’energia delle radiazioni. Attualmente sono disponibili in commercio filtri chimici che agiscono selettivamente su determinate lunghezze d’onda: alcuni assorbono solo le radiazioni UVA, altri quelle UVB, altri ancora le assorbono entrambe. Si tratta del tipo di filtro più rappresentato nei solari per adulti.

I filtri fisici invece sono sostanze minerali inerti che riflettono la luce solare. Le vecchie formulazioni risultavano difficili da stendere e conferivano un aspetto bianco alla pelle. Fortunatamente, i nuovi prodotti in commercio risultano più gradevoli e non lasciano tracce.

Per ottenere una capacità protettiva ad ampio spettro si utilizzano miscele di filtri chimici e schermi fisici ad azione sinergica.

Come scegliere un solare

Il prodotto solare che si va ad acquistare deve soddisfare diversi criteri oggettivi e soggettivi. Oltre al fototipo bisogna tenere in considerazione diversi fattori:

  • il prodotto deve proteggere sia dalle radiazioni UVB (responsabili di danni immediati quali eritemi e scottature) che dalle radiazioni UVA (responsabili di tumori delle pelle e invecchiamento precoce).
  • Deve essere fotostabile, ovvero non modificarsi con la luce, sicuro, non tossico e non sensibilizzante.
  • deve essere di facile applicazione, gradevole sulla pelle, resistente all’acqua e al sudore.

 protezione solare

Come va applicata la protezione solare

Il solare va distribuito sulla pelle asciutta 30 minuti prima dell’esposizione. È fondamentale applicare la giusta quantità di prodotto per ottenere una corretta fotoprotezione.

Per un adulto di media corporatura andrebbero utilizzati circa 35 ml di crema solare per l’intera superficie corporea (pari a circa un bicchierino da liquore). L’applicazione di uno strato troppo sottile potrebbe ridurre l’efficacia del filtro solare.

Non bisogna poi dimenticare di stendere il prodotto anche su particolari zone sensibili quali orecchie, naso e piedi. Per una corretta fotoprotezione il solare deve essere riapplicato ogni 2 ore e dopo prolungato contatto con l’acqua o sudore.

Infine, non bisogna dimenticare che la protezione solare va applicata anche con il cielo coperto o sotto all’ombrellone, in quanto le radiazioni ultraviolette penetrano attraverso le nubi e vengono comunque riflesse dalla sabbia.

 

Rischi di un errato utilizzo della protezione solare

Esporsi al sole senza protezione solare o con un spf troppo basso causa danni immediati (eritemi, scottature ecc) e danni tardivi alla nostra pelle (fotoinvecchiamento e fotocancerogenesi).

Le radiazioni ultraviolette non si limitano a colpire solo gli strati superficiali della cute ma penetrano anche in profondità dove danneggiano le fibre collagene e l’elastina. Ciò è responsabile dell’invecchiamento precoce della pelle che si manifesta con le classiche rughe ma anche macchie, perdita di tono ed elasticità, assottigliamento della pelle.

Tra gli effetti tardivi sicuramente il più preoccupante è la fotocancerogenesi ovvero lo sviluppo di tumori della pelle legati all’esposizione solare.

I raggi Uv rappresentano un pericolo in quanto stimolano la produzione di specie reattive dell’ossigeno (i Ros o radicali liberi)e danneggiano direttamente la doppia elica del Dna aumentando il rischio di accumulare mutazioni che possono portare allo sviluppo di tumori come melanomi ed epiteliomi.

Il melanoma rimane sicuramente il tumore cutaneo più aggressivo. Il rischio di sviluppare un melanoma è elevato sia negli uomini (1 su 66) che nelle donne (1 su 84) con una mortalità di circa 1 su 300 negli uomini e 1 su 500 nelle donne.

Il registro italiano tumori indica il melanoma come il terzo tumore più frequente nella popolazione al di sotto dei 50 anni e riporta che “Il più importante fattore di rischio ambientale è stato identificato nell’esposizione a raggi UV in rapporto sia alle dosi assorbite sia al tipo di esposizione (intermittente più che cronica) e anche all’età (a maggior rischio l’età infantile e adolescenziale) con rischio marcatamente maggiore nei casi di sussistenza e interazione di tutti questi fattori. L’esposizione a raggi UV, che globalmente conferisce un rischio doppio di sviluppare un melanoma rispetto ai non esposti, aumenta marcatamente negli individui a fototipo chiaro”.

 

Rilassarsi al sole è piacevole e rigenerante per il corpo e per lo spirito, ma bisogna farlo nel modo giusto. Prendersi cura della propria pelle è un dovere, non un optional.

 


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 Dott.ssa Federica Pistoni – Dermatologa

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